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17 Luglio 2026

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e di altri 13 Stati membri per non aver comunicato il recepimento completo della direttiva europea anti-SLAPP, pensata per proteggere chi partecipa al dibattito pubblico da azioni legali abusive e intimidatorie.

Le SLAPP sono cause strategiche, spesso infondate o sproporzionate, utilizzate per scoraggiare giornalisti, giornaliste, attivisti, attiviste, organizzazioni della società civile e persone impegnate nell’interesse pubblico dal proseguire il proprio lavoro di informazione, denuncia o partecipazione democratica.

La direttiva europea prevede strumenti di tutela contro questi procedimenti, tra cui la possibilità di respingere rapidamente le cause manifestamente infondate, misure di protezione per le persone colpite e garanzie contro decisioni provenienti da Paesi terzi.

Gli Stati membri avevano tempo fino al 7 maggio 2026 per recepire le nuove regole nei rispettivi ordinamenti. Poiché l’Italia non ha ancora comunicato alla Commissione il completamento delle misure richieste, Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora.

Il Governo avrà ora due mesi di tempo per rispondere e notificare le misure adottate. In assenza di chiarimenti sufficienti, la Commissione potrà procedere con un parere motivato, fase successiva della procedura di infrazione.

Il tema è particolarmente rilevante per la libertà di stampa e per la tutela di chi svolge attività di interesse pubblico. In Italia, infatti, le querele temerarie rappresentano da tempo un problema per molti professionisti e molte professioniste dell’informazione, spesso esposti a pressioni economiche e psicologiche legate a procedimenti giudiziari dal carattere intimidatorio.

La procedura europea richiama quindi l’Italia alla necessità di introdurre strumenti più efficaci per contrastare le cause abusive, garantire maggiore protezione a chi informa e rafforzare il diritto dei cittadini e delle cittadine a un dibattito pubblico libero, trasparente e pluralista.

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