La proposta della Commissione Europea per riformare il bilancio Ue per il periodo 2028-2034 solleva forti critiche non solo da parte della società civile ma anche da parte del Comitato delle Regioni.
Ad esprimere perplessità è stata la Commissione Politica di coesione del Comitato europe delle Regioni, riunitasi il 7 ottobre. Il timore è che la riforma del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) possa minare la politica di coesione, da sempre strumento chiave per gli investimenti territoriali.
La riorganizzazione prevede di unire diversi programmi attualmente esistenti, dalla coesione all’agricoltura, in un unico strumento. Una mossa definita “un terremoto”, che rischia di compromettere l’efficacia delle politiche e la fiducia dei cittadini. Il documento ufficiale del Comitato delle Regioni è disponibile qui.
Durante l’incontro, gli esperti hanno ribadito la necessità di un approccio che mantenga al centro i territori e le autorità locali. Pur riconoscendo le nuove priorità su sicurezza e difesa, è cruciale non abbandonare la flessibilità e il partenariato che hanno garantito risultati fino a oggi. Altro punto chiave: un uso coordinato dei fondi sociali per il clima, di coesione e delle reti transeuropee.
La commissione ha anche adottato un parere sui trasporti, evidenziando come la carenza di collegamenti stia danneggiando la coesione economica e sociale di molte regioni. Infine, è partito il lavoro sul parere ufficiale per il prossimo bilancio Ue, in vista della presentazione prevista per il marzo 2026.
Anche nel settore giovanile, la nuova proposta per il programma Erasmus+ sta suscitando forti critiche e preoccupazioni.
Noi di InformaGiovani abbiamo già scritto in merito, sottolineando come per la prima volta da decenni, assistiamo a un possibile indebolimento dell’azione europea in questo settore (in materia di politiche giovanili e volontariato internazionale), con una revisione radicale del programma Erasmus+, che è stato uno dei pilastri dell’azione europea in questo ambito fin dagli anni ’80. Inoltre, il Corpo Europeo di Solidarietà scomparirebbe del tutto come programma autonomo di volontariato, incorporato in una versione più ‘annacquata’ di Erasmus.
Analisi e proposte di InformaGiovani qui.