Il pianeta ha ancora la febbre. Sebbene il 2024 rimanga l’anno più caldo mai documentato, il 2025 lo segue da vicino, con valori superiori alle medie storiche: è stato il terzo anno più caldo di sempre. I dati del rapporto ‘Global Climate Highlights’ di Copernicus, pubblicato nei giorni scorsi, mostrano in tutta evidenza che nel 2025 le temperature mondiali sono state le terze più alte mai registrate. E lo stesso vale per l’ Europa.
La relazione, elaborata con l’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite e altre istituzioni nazionali, racconta che metà della Terra ha registrato più giorni del normale con temperature percepite sopra i 32°C, e alcune aree dell’Africa centrale oltre 100 giorni di caldo intenso. Notizie ancor meno rassicuranti arrivano dall’Antartide, con la temperatura media annua più alta di sempre, e dall’Artico, con la seconda più elevata. A febbraio, la combinazione tra Artico e Antartico ha prodotto la più bassa estensione globale dei ghiacci mai osservata.
La tendenza ha connotato l’intero triennio 2023-2025, in cui per la prima volta si supera la soglia simbolica di 1,5°C fissata dall’Accordo di Parigi. Un periodo segnato anche da fenomeni metereologici estremi: lo stress climatico globale ha determinato alluvioni, ondate di calore e incendi devastanti. I motivi sono riconducibili alla combustione di fonti fossili, alla deforestazione – gli alberi assorbono CO2 e il loro abbattimento impedisce questo processo – e all’agricoltura e allevamento intensivi, con la produzione di sconsiderate quantità di metano.
L’UE mette al centro gli obiettivi dell’Accordo di Parigi ed è impegnata a diventare climaticamente neutra entro il 2050. Nel corso di quest’anno presenterà inoltre un nuovo quadro europeo per la resilienza climatica e la gestione dei rischi, per preparare al meglio l’Unione ad affrontare le sfide connesse al mutare del clima e rafforzare la capacità di adattamento.
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