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11 Agosto 2026

Ciao a tutti! Mi chiamo Abdelkrim, ho 26 anni e vengo dall’Algeria. Fin da giovanissimo ho sempre coltivato la passione per il volontariato: ho iniziato nel mio Paese con gli scout e con vari progetti locali, spinto dal forte desiderio di essere un cittadino attivo e d’impatto. Con il tempo, però, è cresciuta in me la voglia di varcare i confini nazionali ed esplorare nuovi orizzonti.

La decisione di fare volontariato all’estero non è nata solo da un semplice desiderio di viaggiare. Prima di partire stavo attraversando un momento personale davvero difficile; le pressioni quotidiane mi stavano logorando e sentivo la necessità profonda di staccare la spina da quella spirale negativa, mettendomi alla prova in un contesto totalmente nuovo. Il Corpo Europeo di Solidarietà è stato la risposta perfetta: un’opportunità che mi ha permesso di ricaricare le energie, costruire ponti umani e acquisire competenze di vita che hanno cambiato la mia prospettiva.

Il gruppo staff della Caritas di Patti durante una pausa dalle attività di gestione dell'inventario degli indumenti donati

È così che sono arrivato a Sant’Agata di Militello, uno splendido paese della Sicilia, dove ho trascorso cinque mesi straordinari collaborando con la Caritas Diocesana di Patti, grazie al coordinamento di InformaGiovani. Durante questo percorso ho affiancato lo staff e un team internazionale meraviglioso nelle attività umanitarie e comunitarie quotidiane. I momenti più belli? Senza dubbio quelli di condivisione: cucinare insieme, chiacchierare e assaggiare i piatti tipici portati dai volontari provenienti da ogni angolo d’Europa e non solo. La comunità locale mi ha accolto come in una vera famiglia, sostenendomi in ogni momento.

 Abdelkrim durante un'attività di volontariato di gruppo ospitata alla Caritas, insieme ai volontari e volontarie della stessa attività e allo staff della struttura

Certo, le sfide non sono mancate. La più grande è stata sicuramente la barriera linguistica! Qui le persone parlano molto velocemente e con un accento siciliano che per me, che cercavo di imparare l’italiano standard, all’inizio era un vero enigma. Ma la generosità della gente del posto ha spianato ogni ostacolo: con tanta pazienza, semplificavano i termini e parlavano lentamente per aiutarmi, facendomi superare presto la paura di sbagliare.

Abdelkrim durante un incontro di valutazione ESC a Roma insieme ad altri volontari e volontarie che lavorano a un'attività sulle emozioni

Ora che questo percorso volge al termine, posso dire che l’ESC non è soltanto un servizio che si offre agli altri, ma un autentico viaggio di guarigione, di riscoperta di sé e delle proprie capacità nascoste. Si torna a casa più forti, resilienti e aperti verso il mondo, con un bagaglio di amicizie e ricordi calorosi che illumineranno il cammino per sempre.

Traduzione eseguita in automatico