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25 Settembre 2025

In Italia i giovani fanno sempre più uso di prodotti del tabacco. Ma produrre, commerciare (e soprattutto consumare) tabacco sono attività pericolose, perché la dipendenza da nicotina incide sulla capacità di autodeterminazione del/della fumatore/trice.

Lo dice nero su bianco la Corte di Cassazione con una pronuncia storica con cui ha stabilito che saranno le aziende produttrici a dovere rispondere delle conseguenze correlate, se non dimostrano di avere adottato “tutte le misure idonee a evitare il danno”, di avere cioè fatto tutto il possibile per non incidere sulla salute delle persone.

Una vera e propria rivoluzione: riscrivendo le regole sulla responsabilità civile per i danni da fumo e attribuendola finalmente a chi davvero compete, cioè le multinazionali del tabacco,  malati/e e familiari/e potranno richiedere il giusto risarcimento a Big Tobacco.

Fino a oggi le compagnie del settore si sono avvalse del pretesto della ‘scelta volontaria’ del/della fumatore/trice; ora la sentenza della Cassazione sposta l’onere della prova sull’industria, disarticolando l’idea di libera scelta dell’utente finale. La Suprema Corte ha infatti  riconosciuto un dato di fatto scientifico ignorato da sempre: la dipendenza da nicotina condiziona le scelte del fumatore. Smettere non è facile, è una lotta, e la Cassazione ha ammesso che l’assuefazione è un fattore che limita la ‘libera volizione’ di chi fuma.

I nuovi scenari giuridici comporteranno conseguenze per tutti/e gli attori /trici coinvolti,  a cominciare dai tribunali che saranno tenuti ad adeguarsi al nuovo orientamento, e sarebbe importante che anche le associazioni dei/delle consumatori/trici cominciassero a fare sentire la loro voce. Nel 2025, l’uso di prodotti a base di nicotina tra i giovani in Italia è in crescita: il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni e il 37,4% di quelli tra i 14 e i 17 anni hanno fumato o svapato. Si registra un preoccupante aumento del policonsumo, ovvero l’uso di più prodotti (sigarette tradizionali, e-cig, tabacco riscaldato) contemporaneamente, soprattutto tra gli/le adolescenti. Le sigarette elettroniche sono molto diffuse, ma anche l’uso di tabacco riscaldato è in aumento, evidenziando la necessità di intervenire su strategie di prevenzione (dati 2025  Ministero della Salute).