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21 Agosto 2026

Dal 31 luglio 2026 gli Stati membri dell’Unione europea dovranno applicare le nuove regole sul diritto alla riparazione, pensate per rendere più semplice e conveniente riparare un prodotto invece di sostituirlo.

La direttiva europea introduce maggiori obblighi per i fabbricanti, che dovranno garantire la possibilità di riparare determinati beni quando l’intervento è tecnicamente possibile. Tra i prodotti interessati rientrano, in base alla normativa UE già esistente, articoli come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici.

L’obiettivo è contrastare la cultura dell’usa e getta, ridurre i rifiuti e favorire un’economia più circolare. Ogni anno, infatti, molti prodotti ancora riparabili vengono eliminati, con costi economici per consumatori e consumatrici e un forte impatto ambientale.

Le nuove regole prevedono anche maggiore trasparenza: i produttori dovranno fornire informazioni chiare sui servizi di riparazione, sui costi indicativi e sulla disponibilità di pezzi di ricambio. Inoltre, quando una persona sceglie la riparazione invece della sostituzione durante il periodo di garanzia, la garanzia legale potrà essere estesa di un anno.

Un altro strumento previsto è la futura piattaforma europea per le riparazioni, che aiuterà cittadini e cittadine a trovare riparatori, riparatrici, venditori di prodotti ricondizionati e iniziative locali dedicate al recupero dei beni.

La misura rappresenta un passo importante verso consumi più sostenibili, ma resta centrale il tema dell’applicazione concreta: perché il diritto alla riparazione sia davvero efficace, serviranno procedure semplici, costi accessibili e un reale impegno da parte di produttori, istituzioni e operatori del settore.

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