Il fair play come strumento di inclusione e partecipazione.
Nelle scorse settimane, un gruppo di volontari e volontarie internazionali ha partecipato ad Atene a un’esperienza dedicata alla promozione dell’inclusione sociale attraverso l’arte, il dialogo e lo sport.
L’obiettivo del progetto era creare occasioni di incontro e confronto attraverso strumenti artistici capaci di favorire la conoscenza reciproca, l’accettazione delle differenze e la costruzione di relazioni basate sul rispetto. Per farlo, i volontari e le volontarie hanno ideato e realizzato una performance teatrale interattiva rivolta ai bambini e alle bambine della squadra di calcio Umoja, scegliendo come tema centrale il valore del fair play.
Durante i primi giorni di attività, il gruppo ha partecipato a laboratori teatrali, giochi di espressione e momenti di formazione che hanno permesso ai partecipanti di conoscersi e di approfondire il significato del fair play sia nello sport sia nella vita quotidiana. Attraverso il confronto e la condivisione di esperienze, i volontari e le volontarie hanno riflettuto su temi come il rispetto delle regole, la cooperazione, l’accettazione delle differenze e le discriminazioni che ancora oggi possono manifestarsi negli ambienti sportivi.
Parallelamente, sono stati organizzati momenti di incontro con i bambini e le bambine del campo da calcio, creando uno spazio di dialogo informale in cui esplorare insieme il significato di valori quali l’uguaglianza, la solidarietà e il rispetto reciproco. Queste attività hanno permesso di costruire un rapporto di fiducia e di mettere al centro le esperienze e le prospettive dei più giovani.
Nella seconda parte del progetto, il gruppo si è concentrato sulla preparazione della performance teatrale, sviluppando una storia incentrata sulle sfide legate alla discriminazione e all’inclusione nel contesto sportivo. Lo spettacolo è stato presentato al campo di calcio di Umoja alla presenza dei bambini e delle bambine, delle loro famiglie e della comunità locale.
Uno degli elementi più significativi dell’esperienza è stato l’utilizzo delle metodologie del Forum Theatre, che hanno trasformato il pubblico da semplice spettatore a protagonista attivo della rappresentazione. Durante alcuni momenti dello spettacolo, infatti, i partecipanti hanno potuto intervenire direttamente nella narrazione, sostituendosi agli attori e proponendo nuove soluzioni alle situazioni di esclusione e discriminazione messe in scena.
Al termine della performance, bambini, bambine, genitori, volontari e volontarie hanno preso parte a un momento di confronto collettivo, condividendo riflessioni ed esperienze personali sul tema del razzismo e delle discriminazioni. Il dialogo ha evidenziato come lo sport possa diventare uno strumento potente per promuovere l’inclusione, abbattere stereotipi e creare comunità più aperte e accoglienti.
Grazie alla collaborazione tra i volontari e le volontarie internazionali e la realtà locale di Umoja Enosi, il progetto ha dimostrato come l’arte e il teatro partecipativo possano favorire la comprensione reciproca e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Un’esperienza che ha unito sport, creatività e partecipazione attiva, offrendo ai più giovani l’opportunità di riflettere sul valore del fair play non solo come regola del gioco, ma come principio fondamentale per una società più equa e inclusiva.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto VEIL-CORPS, cofinanziato dall’Unione Europea. e sviluppato grazie alla collaborazione tra InformaGiovani e SCI Hellas.