La Commissione europea ha concluso l’esame preliminare di ammissibilità su due richieste di registrazione presentate nell’ambito dell’Iniziativa dei cittadini europei, lo strumento che consente a cittadini e cittadine dell’Unione di proporre temi da portare all’attenzione delle istituzioni europee.
La prima iniziativa, intitolata “Stop Killing The Internet: No Digital ID & No Age Verification”, è stata ritenuta formalmente ammissibile. Gli organizzatori e le organizzatrici avranno ora sei mesi di tempo per avviare la raccolta firme, che potrà durare fino a dodici mesi.
Per arrivare all’esame nel merito da parte della Commissione, l’iniziativa dovrà ottenere almeno un milione di firme valide da cittadini e cittadine dell’UE, raggiungendo la soglia minima prevista in almeno sette Stati membri.
Diverso l’esito per la seconda proposta, denominata “Save Europe Act”. In questo caso, la Commissione ha stabilito che l’iniziativa non soddisfa le condizioni formali previste dal regolamento europeo, perché una proposta non può risultare manifestamente contraria ai valori dell’Unione né essere utilizzata per messaggi offensivi o non autenticamente legislativi.
La Commissione ha precisato che questa fase riguarda solo la verifica giuridica dell’ammissibilità e non una valutazione politica dei contenuti. L’eventuale decisione finale sul merito potrà arrivare solo dopo il completamento del percorso previsto, inclusa la raccolta delle firme necessarie.
Il caso conferma il ruolo dell’Iniziativa dei cittadini europei come canale di partecipazione democratica, ma anche la necessità che ogni proposta rispetti i principi, i valori e le competenze stabilite dai trattati dell’Unione.