Storie di volontariato
Mi chiamo Marusca, ho 28 anni e vivo a Trento. Fino a qualche tempo fa, la mia vita era intrappolata in un contesto sociale difficile che, con il passare del tempo, aveva alimentato una profonda depressione. A questo si aggiungeva una forte ansia sociale, che rendeva ogni tentativo di creare legami autentici una sfida dolorosa e apparentemente insormontabile.
Sentivo il bisogno vitale di staccare da tutto, di respirare e di ritrovare me stessa. Ho scelto di avvicinarmi al volontariato spinta dal desiderio di abbracciare uno stile di vita più sano e vicino alla natura, ma soprattutto cercavo un luogo protetto e accogliente che mi aiutasse a rompere quel muro di isolamento e a costruire relazioni autentiche.
Questa ricerca mi ha portata all’Ecovillaggio Gaia Terra, una splendida realtà di comunità e sostenibilità immersa nel verde del Friuli Venezia Giulia, a circa un’ora da Udine e vicino al suggestivo borgo di Rivignano. Qui ho trascorso quattro mesi che hanno cambiato radicalmente il mio modo di stare al mondo.
Il mio percorso è iniziato durante un grande evento di danza, chiamato Contact, ospitato dalla struttura. Per tutto il primo mese mi sono occupata del catering e della gestione della zona snack. Questo ruolo mi ha messo a stretto contatto con tutte le persone che partecipavano all’evento. Nonostante la mia ansia, questa esperienza mi ha accompagnata gradualmente verso la socialità, permettendomi di conoscere persone meravigliose che, con spontaneità e accoglienza, mi hanno aiutata a ritrovare fiducia nelle relazioni umane.

Terminato l’evento, le mie attività sono cambiate. Mi sono dedicata alla cura e alla pulizia degli spazi comuni, un lavoro manuale e concreto che mi ha aiutata a fare ordine anche dentro di me. Ho inoltre avuto l’opportunità di lavorare con piante aromatiche e officinali, imparando a raccoglierle e a scoprirne le proprietà benefiche. Questa mansione è diventata ben presto una vera passione ed è stata probabilmente l’esperienza che più mi ha legata all’ecovillaggio. Mi ha aperto le porte di un mondo completamente nuovo, che mi ha affascinata fin dal primo momento e che continua ancora oggi a incuriosirmi.

Le emozioni che ho provato durante questo percorso sono difficili da racchiudere in poche parole. All’inizio avvertivo il timore del giudizio, ma giorno dopo giorno la paura ha lasciato spazio a un profondo senso di pace, accettazione e sollievo. Per la prima volta mi sono sentita parte di una “famiglia scelta”, un luogo in cui le mie fragilità non erano un peso, ma una parte di me da accogliere.
Prendermi cura della terra e contribuire alla vita della comunità mi ha aiutata a guarire alcune delle ferite più profonde che portavo dentro. Torno a Trento con una nuova consapevolezza, una mente più leggera e la certezza che, quando ci si immerge nei ritmi della natura, anche l’anima può finalmente tornare a fiorire.
