Seleziona lingua:

itenfrdeesnlelhumkplptrosv
26 Agosto 2026

Nell’Unione europea, un giovane su cinque convive con un disturbo legato alla salute mentale. Un dato che riporta al centro il tema del benessere psicologico delle nuove generazioni e il ruolo che l’ambiente digitale può avere nella vita quotidiana di bambini, bambine, adolescenti e giovani.

Social network, piattaforme digitali, algoritmi e nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale fanno ormai parte dell’esperienza di crescita di ragazzi e ragazze. Per questo il Parlamento europeo chiede un’applicazione più efficace delle norme già esistenti e maggiori garanzie per proteggere i minori online.

Gli eurodeputati e le eurodeputate chiedono in particolare più trasparenza sul funzionamento degli algoritmi, così da comprendere meglio quali contenuti vengono proposti agli utenti e alle utenti più giovani e con quali criteri.

Tra le proposte figura anche l’introduzione di una modalità dedicata ai minori, un vero e proprio “youth mode”, senza pubblicità mirata e con standard di protezione più elevati. L’obiettivo è limitare l’esposizione a contenuti potenzialmente dannosi e ridurre le pressioni commerciali nei confronti di bambini, bambine e adolescenti.

Il Parlamento europeo richiama inoltre l’attenzione sulle funzionalità progettate per favorire un uso prolungato o eccessivo delle piattaforme, come notifiche continue, raccomandazioni automatiche e meccanismi che spingono a restare connessi più a lungo.

Un altro punto riguarda i cosiddetti AI companions, strumenti di intelligenza artificiale pensati per simulare relazioni, dialoghi e forme di compagnia digitale. Secondo il Parlamento, questi sistemi richiedono particolare attenzione quando vengono utilizzati da utenti minorenni, perché possono incidere sulla percezione delle relazioni, dell’autonomia e del benessere emotivo.

“La responsabilità della sicurezza di bambini e adolescenti deve spettare innanzitutto a chi progetta e gestisce le piattaforme digitali”, ha sottolineato il relatore Sandro Ruotolo.

La relazione sarà sottoposta al voto dell’intero Parlamento europeo durante la plenaria prevista dal 14 al 17 settembre.

Il messaggio è chiaro: la protezione dei minori online non può essere lasciata solo alle famiglie o alle scuole. Serve un impegno più forte da parte delle piattaforme, delle istituzioni e di tutti gli attori coinvolti nella costruzione degli ambienti digitali.

Traduzione eseguita in automatico