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21 Agosto 2026

Mi chiamo Sarra, ho 31 anni e vengo dalla Francia. Ho fatto volontariato con il Corpo europeo di solidarietà per sei mesi all’ecovillaggio Gaia Terra, a Rivignano, in Italia.

Avevo già scoperto Gaia Terra prima di entrare nel programma. È stato il primo ecovillaggio che ho visitato in vita mia, e ci avevo già fatto volontariato alcune volte. Durante quelle visite ho incontrato diverse persone che stavano partecipando al Corpo europeo di solidarietà, e vedere la loro esperienza mi ha colpita molto. Mi ha ispirata la crescita personale che notavo in loro nel corso del volontariato. Stavano imparando l’italiano, sviluppavano competenze pratiche, si assumevano nuove responsabilità, diventavano più autonome e acquistavano fiducia in sé uscendo dalla propria zona di comfort. Avevo la sensazione che il programma le stesse aiutando a crescere, e questo mi ha spinta a desiderare la stessa esperienza.

Un altro aspetto che mi attirava era il forte senso di appartenenza alla rete europea del Corpo europeo di solidarietà: incontrare tante persone provenienti da molti Paesi, sostenersi a vicenda, imparare gli uni dagli altri e sentirsi accompagnate lungo tutto il percorso. Volevo mettermi alla prova, contribuire a un progetto che avesse un senso e crescere vivendo e lavorando con persone di provenienze diverse.

L’obiettivo del progetto era esplorare e praticare un modo di vivere più sostenibile e consapevole. Condividendo la vita quotidiana in un ecovillaggio, abbiamo imparato a prenderci cura dell’ambiente, a sostenerci a vicenda e a costruire un forte senso di comunità.

Le mie attività principali riguardavano il funzionamento quotidiano della comunità. Insieme alle altre persone volontarie e a chi vive stabilmente lì, organizzavamo e ci dividevamo compiti come cucinare, pulire, curare l’orto, costruire e fare manutenzione, sempre seguendo i principi della sostenibilità e della cooperazione.

                                                                                                       quattro persone abbracciate, la persona al centro tiene sulle gambe un neonato

Un’altra parte essenziale dell’esperienza è stata lavorare sulle difficoltà della vita in comune e cercare modi per migliorare di continuo il nostro funzionamento come gruppo. Poiché la forza e la crescita di un ecovillaggio dipendono in larga misura dalla qualità delle relazioni al suo interno, abbiamo dedicato tempo a sviluppare una comunicazione migliore, a capire i bisogni di ciascuna persona e a creare dinamiche di gruppo più sane. Attraverso riunioni, cerchi di condivisione e discussioni collettive abbiamo espresso quello che provavamo, preso decisioni insieme, affrontato i conflitti ed esplorato modi per rendere la vita comunitaria più armoniosa. Ogni persona era incoraggiata a proporre idee e a prendere iniziativa per aiutare la comunità a crescere e a fiorire.

                                                                                   volontaria Sara in piedi su un ponte di legno tra gli alberi                          Volontaria Sara in posa davanti ad una pila di libri                                                                                                                                                                             

Tra i miei momenti preferiti ci sono stati i cerchi di donne, le sessioni di danza contact improvisation e le attività spontanee nate dal vivere insieme, come praticare yoga, fare musica o semplicemente condividere momenti significativi con il gruppo.

Una difficoltà che ho incontrato all’inizio è stata capire come fosse organizzata la comunità, come venissero prese le decisioni e a chi rivolgermi quando avevo bisogno di un orientamento. Poiché Gaia Terra funziona con un approccio collettivo, in cui responsabilità e conoscenze sono condivise tra le persone che ne fanno parte, mi ci è voluto un po’ di tempo per adattarmi e capire i diversi ruoli all’interno del gruppo. Con il tempo, facendo domande, comunicando apertamente e prendendo più iniziativa, ho acquistato sicurezza e ho imparato quanto contino la collaborazione, la fiducia e la cura nel creare uno spazio in cui si può vivere e crescere insieme.

Consiglierei il volontariato con il Corpo europeo di solidarietà alle persone giovani senza alcuna esitazione. Per me è stato molto più di un’esperienza di volontariato: è stata l’occasione di crescere, di acquistare fiducia in me stessa, di incontrare persone che ispirano e di sperimentare un modo di vivere diverso. Credo che ogni persona giovane potrebbe trarre beneficio da un’esperienza così, perché incoraggia l’apprendimento, l’apertura e lo sviluppo personale.

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