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10 Giugno 2025

Ciao! Mi chiamo Lorenzo, ho 25 anni e vengo dall’Italia. Nella vita di tutti i giorni lavoro come educatore con bambini autistici, sia nelle scuole che nei centri giovanili, una professione che mi ha fatto crescere immensamente. Nonostante amassi il mio lavoro, sentivo il forte bisogno di uscire dalla mia comfort zone, vivere in un altro Paese e scoprire una nuova cultura. Così ho deciso di partire con il Corpo Europeo di Solidarietà: volevo aprire la mente e, a distanza di mesi, posso dire di esserci riuscito in pieno.

La mia destinazione è stata Izmir, in Turchia, una città splendida e piena di vita. Fin dal primo giorno, i locali mi hanno fatto sentire a casa, mostrandomi la città non con gli occhi del turista, ma dal di dentro. Una delle cose più divertenti è che in molti pensano che io sia turco! Mi fermano per strada o sull’autobus parlandomi velocemente nella loro lingua. Io rispondo sempre con l’unica frase che so dire bene: “Türkçe bilmiyorum” (Non parlo turco). Loro ridono e mi dicono che in realtà un po’ lo so, visto che riesco a dirlo! È un piccolo aneddoto, ma mi dà davvero la sensazione di essermi immerso nella vita locale, complici anche le radici mediterranee che le nostre culture condividono.

Il cuore del mio progetto sono state le attività di volontariato, in particolare i club di conversazione in inglese per bambini e adulti a Gaziemir. Lavorare con loro mi ha ricordato il mio impiego in Italia, facendomi sentire subito a mio agio. Vedere i partecipanti migliorare giorno dopo giorno è stata una soddisfazione enorme.

Ma questa esperienza è andata ben oltre il lavoro. Con gli altri volontari internazionali si è creata una piccola famiglia. Abbiamo condiviso cene, chiacchierate infinite nei caffè, eventi locali (come le partite di basket a Karşıyaka) e tantissimi viaggi. Da Urla a Pamukkale, passando per Diyarbakır, Gaziantep e Mardin: ogni viaggio mi ha mostrato un lato diverso di questo Paese meraviglioso.

Più passa il tempo, più mi sento a casa qui. Quando sono tornato in Italia per una settimana, mi sono accorto che alcune abitudini turche mi mancavano, ed è lì che ho capito quanto questa esperienza mi stia cambiando. La cultura turca è diversa dalla nostra, ma anche vicina, grazie alle radici mediterranee che condividiamo. Così ho capito quanto questa avventura mi stesse cambiando. Lasciarmi sorprendere ogni giorno, adattarmi a un ambiente diverso e condividere pasti e pensieri con persone di ogni cultura mi ha reso più flessibile, aperto e consapevole. Mi ha anche fatto capire cosa voglio per il mio futuro: continuare a viaggiare facendo brevi esperienze di volontariato nel mondo, unendo la mia professione di educatore alla voglia di scoprire nuove realtà.

Sono infinitamente grato per questa opportunità. Il mio ESC è finito, ma porterò Izmir e queste persone con me, ovunque andrò.

Traduzione eseguita in automatico