Più partecipazione, accesso più facile ai programmi e attenzione al sociale.
E’ questo l’esito dell’indagine conoscitiva on line condotta dalla Commissione europea. Dal 23 aprile al 16 luglio 2026, attraverso il portale “Have your say”, in tutte le 24 lingue ufficiali dell’UE, sono state raccolte idee e opinioni con l’obiettivo di contribuire a definire le proposte relative alla Strategia dell’UE per la gioventù dopo il 2027. Oltre 6 mila persone hanno partecipato alla consultazione pubblica. Più della metà sono ragazzi e ragazze di età compresa tra i 15 e i 29 anni, con numerose risposte provenienti anche da ONG. Un contributo che attesta il desiderio di essere coinvolte e coinvolti in prima persona nella visione delle future politiche giovanili nell’Ue: le persone giovani vogliono essere protagoniste delle azioni politiche che le riguardano.
Stando a quanto è emerso dalla consultazione pubblica, la prossima Strategia dell’UE per la gioventù dovrebbe rendere la loro partecipazione ai processi decisionali democratici una priorità. Al centro l’idea di un approccio più inclusivo, che incida in modo positivo nelle loro vite e dia loro voce in capitolo.
Le priorità individuate comprendono il rafforzamento del ruolo di ragazzi e ragazze, con percorsi di cittadinanza attiva, e il loro coinvolgimento nell’iter decisionale; promozione della salute e del benessere; supporto nel passaggio dall’istruzione, alla formazione, al mondo del lavoro, con particolare riguardo alle tematiche legate all’occupazione, alla sostenibilità, alle politiche ambientali e climatiche.
Sostenere l’impegno sociale e civico delle persone giovani e migliorare l’impatto delle decisioni politiche, orientando le proposte della Commissione europea, significa migliorare le condizioni di accessibilità ai processi decisionali, allo scopo di avere un reale peso sugli interventi legislativi; potere contare su un’educazione civica di qualità, spesso ritenuta insufficiente. E’ stata rilevata l’importanza del sostegno alla mobilità formativa, al volontariato, alla creazione di reti e alla cooperazione transfrontaliera, specialmente per chi si trova in condizioni di svantaggio. Particolare attenzione anche all’animazione socioeducativa e alle attività strutturate che sostengono il benessere mentale e fisico e incoraggiano la cittadinanza attiva, con uno sguardo attento anche alla condivisione delle conoscenze tra le generazioni.
Per centrare questi obiettivi, secondo chi ha risposto al questionario, è necessario rendere le informazioni più pertinenti, di facile comprensione, e soprattutto creare spazi di dialogo e incontro ad hoc tra i giovani e i responsabili politici dell’UE. Utili potrebbero rivelarsi gli strumenti di partecipazione digitale, le discussioni nelle scuole e nelle università, la promozione di un ruolo più incisivo dei consigli e delle organizzazioni giovanili, nonché l’uso delle consultazioni online e dei social media in un ambiente digitale sicuro. Gli intervistati e le intervistate avvertono quanto sia importante contrastare la disinformazione, l’incitamento all’odio e promuovere l’interazione in un ecosistema digitale sano e protetto.
Anche a livello globale, per quanto riguarda la proiezione nel futuro, la costruzione della pace, la sicurezza e la preparazione alle emergenze, si attribuisce valore al confronto e alla cooperazione, agli studi relativi alle questioni giovanili internazionali e agli scambi con paesi terzi, nonché alla partecipazione ai forum internazionali di definizione delle politiche giovanili.