La Commissione europea e le autorità per la tutela dei consumatori di 23 Stati membri, nonché Islanda e Norvegia, hanno pubblicato i risultati di una indagine relativa agli sconti online durante le vendite del Black Friday e del Cyber Monday. Sono state riscontrate scorrettezze e imprecisioni rispetto alla vigente EU consumer law.
L’obiettivo della ricerca – coordinata dalla Commissione europea e condotta in parallelo dalle autorità nazionali preposte all’applicazione della legge – era valutare se gli sconti e le pratiche tariffarie applicati durante i principali eventi di vendita fossero conformi alla legge europea.
La verifica ha rivelato che nel 30% dei casi non sono stati adottati prezzi più bassi di quelli applicati nell’ultimo mese – violando la cosiddetta regola dei 30 giorni – e gonfiando artificialmente la convenienza dell’offerta. Inoltre il 36% delle volte si è tentato di aggiungere articoli opzionali a quelli inizialmente oggetto delle campagne promozionali. E di frequente sono state utilizzate tecniche di ‘vendita sotto pressione’, ad esempio sostenendo che un prodotto si sta esaurendo o prevedendo un timer per il conto alla rovescia.
Il Consumer Protection Cooperation Network ha rilevato il dato più critico, riscontrando che oltre la metà dei lanci pubblicitari è fuorviante. Perché ad esempio si aggiungono articoli senza il consenso del consumatore, si mostrano i prezzi in modo poco trasparente, o si nascondono costi aggiuntivi fino alla fine del processo di acquisto. Tutte queste pratiche, dall’aggiunta di articoli senza consenso all’occultamento di commissioni, sono considerate illegali.
Ciascuna autorità dei singoli Paesi coinvolti potrà intraprendere azioni correttive o sanzionatorie contro le aziende individuate durante i controlli, consigliando comunque agli/alle utenti di monitorare sempre i prezzi, anche nei periodi precedenti ai grandi saldi, e di segnalare eventuali anomalie alle autorità competenti.
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