La Commissione europea punta la sua lente su Temu per appurare se siano state approntate le misure prescritte dalla normativa sui servizi digitali (Digital services act, Dsa), che impone alle grandi aziende del tech di impegnarsi in modo significativo per arginare la diffusione di beni e contenuti ‘fuori legge’ e dannosi. Una richiesta di chiarimenti per il rischio di vendite illegali, secondo quanto previsto dal Dsa, per proteggere le persone, la salute pubblica e la sicurezza degli/delle utenti che viaggiano a milioni ogni giorno su vere e proprie autostrade digitali.
Il colosso Temu – sito di ecommerce gestito dalla società cinese PDD Holdings, proprietaria di Pinduoduo – offre beni di consumo a bassissimo costo che vengono per lo più spediti dalla Cina, con un traffico di circa 45 milioni di utenti mensili. Temu è una piattaforma online di dimensioni molto grandi (VLOP), che ha l’obbligo di attenersi al Regolamento sui servizi digitali ed il mercato digitale, un insieme di norme vigenti in tutta l’Ue dal febbraio 2024.
La richiesta di informazioni dell’Ue, la seconda dopo una prima indagine avviata nello scorso giugno, riguarda il sistema di allerta che consente di segnalare prodotti illegali, l’esistenza di interfacce online che dovrebbero scongiurare il pericolo di indurre gli/le utenti a fare acquisti indesiderati, i cosiddetti dark pattern, o ad optare per impostazioni di acquisto a loro insaputa; la protezione dei minori e la tracciabilità dei commercianti. La Commissione chiede chiarimenti anche sul rischio per la protezione dei dati personali dei consumatori/trici. Il nuovo termine è il 21 ottobre 2024. In caso di riscontro negativo, la Commissione potrebbe avviare una procedura formale ed erogare sanzioni. Tutti i dettagli cliccando qui