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3 Agosto 2026

Quando si partecipa a un’esperienza di volontariato, si parte sempre con l’idea di dare qualcosa agli altri, ma si finisce quasi sempre per tornare a casa con ricordi indelebili. È esattamente quello che è successo a noi durante le attività realizzate nell’ambito del progetto Veil Corps, un’iniziativa che fa parte del programma Corpo Europeo di Solidarietà ed è finanziata dall’Unione Europea.

Fin dai primi giorni ci siamo rimboccati le maniche per prenderci cura degli spazi comuni e contribuire al benessere della comunità che ci ospitava. Abbiamo ridato colore e vita al ponte di Allume, abbellito le strade di Sciglio riempiendole di fiori e ci siamo dedicati con passione alla cura dei luoghi di ritrovo di Roccalumera, dal centro sociale fino alla piazza principale. Lavorare sotto il caldo estivo avrebbe potuto essere faticoso, ma il supporto degli abitanti locali ha trasformato ogni momento in una festa. Tra una pennellata e l’altra, le persone del posto ci hanno travolto con una generosità disarmante, offrendoci bevande rinfrescanti, cibo e tantissimi sorrisi. La loro solidarietà e il loro calore ci hanno fatto sentire accolti fin dal primo istante, facendoci sentire davvero come a casa.

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Il nostro programma, però, non è stato fatto solo di lavoro. Abbiamo avuto il tempo di esplorare il territorio, divertirci e lasciarci conquistare dalle meraviglie locali. Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta di fronte al panorama mozzafiato che si gode dal Teatro Antico di Taormina, ci siamo incantati davanti alla bellezza selvaggia della spiaggia di Isola Bella e abbiamo fatto tappa fissa al BamBamBar per gustare una granita indimenticabile. Questo tempo libero è stato fondamentale per farci entrare in sintonia con il luogo e, soprattutto, per stringere legami autentici e profondi all’interno del nostro gruppo.

La nostra routine quotidiana era ritmata, impegnativa ma estremamente stimolante. La giornata iniziava con la sveglia alle otto e la prima sessione di lavoro dalle nove fino a mezzogiorno. Per rendere la convivenza speciale e coinvolgere tutti nelle faccende di casa, ci siamo divisi i compiti: c’era chi si occupava di cucinare, chi preparava la tavola e chi lavava i piatti. Dopo la pausa pranzo, riprendevamo il lavoro dalle quattro alle sei del pomeriggio, per poi correre finalmente in spiaggia a goderci il meritato relax e il mare.

Il momento della cena era forse il più prezioso di tutti. Ci si sedeva insieme per ripercorrere le attività della giornata, ma soprattutto per raccontarsi, condividere le tradizioni e assaggiare i prodotti tipici che ciascuno di noi aveva portato dal proprio paese. Durante il fine settimana, poi, la stanchezza lasciava spazio alla voglia di uscire, ballare e festeggiare insieme.

Torniamo da questa esperienza stanchi ma immensamente felici, con la consapevolezza di aver lasciato un segno e con la certezza di aver creato ricordi che ci accompagneranno per sempre. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso questo viaggio così speciale.