Mi chiamo Marina, ho 28 anni e vengo da Alicante/Valencia, in Spagna. Sono stata volontaria con il Corpo Europeo di Solidarietà, finanziato dall’Unione Europea, da settembre 2025 a gennaio 2026, anche se in realtà tutto è iniziato qualche mese prima, nel marzo 2025. In quel momento ho visto un corso di formazione di HRYO (Human Rights Youth Organization) sulla permacultura come strumento di intervento sociale a Palermo e ho pensato: perché no?
Sono sempre stata appassionata di permacultura e, come psicologa, l’idea di unire questi due mondi mi è sembrata una combinazione incredibilmente arricchente, sia a livello personale che professionale. È così che mi sono innamorata di Palermo, del progetto Terra Franca e, naturalmente, dei siciliani. Del loro modo di vivere, di relazionarsi e di intendere la comunità. Mesi dopo, ho capito chiaramente che volevo tornare e approfondire questo percorso, così ho deciso di tornare per intraprendere la mia esperienza come volontaria presso HRYO, con il sostegno di InformaGiovani.

Palermo è una città meravigliosa che si scopre al meglio con occhi curiosi e senza fretta. C’è sempre un angolo inaspettato che ti sorprende, una piazza nascosta o una conversazione improvvisata. È una città piena di vita, con un forte senso di comunità, dove nelle strade si respira arte, musica dal vivo, danza e una costante espressione culturale. Il tutto in un ambiente in cui le persone sono aperte, disponibili e molto accoglienti, il che ti fa sentire parte del luogo fin dal primo momento.
Per quanto riguarda il mio lavoro come volontaria, la maggior parte del mio lavoro si svolgeva a Terra Franca, un progetto di HRYO situato in un terreno alla periferia di Palermo. Questo spazio ha un valore simbolico molto speciale, poiché è stato confiscato alla mafia molti anni fa e oggi è utilizzato per scopi sociali, educativi e comunitari.


Lì svolgevamo diversi compiti legati alla permacultura e all’intervento sociale. Uno dei progetti più grandi e soddisfacenti è stata la costruzione del pavimento di una delle strutture dello spazio, realizzato in legno e accuratamente livellato con pietre e terra. È stato un lavoro fisico, ma anche molto gratificante, perché vedevi come qualcosa prendeva forma poco a poco grazie allo sforzo collettivo.


Nello stesso spazio abbiamo costruito anche mobili in legno (come tavoli, un’altalena, una tinozza e delle panchine) e sentieri in pietra che hanno contribuito ad abbellire il terreno e a renderlo più accessibile. Ogni piccolo dettaglio ha contribuito a creare un luogo più accogliente e funzionale per tutte le persone che lo visitavano.

Oltre a questo, c’erano compiti più di routine ma ugualmente importanti, come dare da mangiare alle galline e pulire il loro spazio, piantare e raccogliere piante aromatiche o prendersi cura dell’orto. Queste attività mi hanno aiutato a ricollegarmi ai ritmi della natura e ad apprezzare l’importanza della cura quotidiana e costante.


Il mio posto preferito era, senza dubbio, l’area delle api, l’apiario. Lì abbiamo avuto l’opportunità di conoscere da vicino l’affascinante vita di questi piccoli esseri, così essenziali per l’equilibrio dell’ambiente. È stata un’esperienza molto speciale che ha risvegliato ulteriormente la mia coscienza ecologica.


Inoltre, HRYO ha realizzato altri progetti volti a creare comunità, ai quali ho avuto la grande fortuna di partecipare. Tra questi, la realizzazione di portacandele in argilla decorati con foglie e fiori di Terra Franca, un’attività creativa e molto legata all’ambiente; e il club di uncinetto, dove ci riunivamo ogni settimana per imparare insieme a lavorare all’uncinetto, chiacchierare, condividere esperienze e rafforzare i legami tra di noi.


Potrei passare ore a scrivere sul perché consiglierei l’esperienza del volontariato a qualsiasi persona irrequieta che voglia conoscere il mondo, altre culture, persone diverse e vivere momenti unici e irripetibili. Ma ci sono cose che non si possono spiegare interamente a parole: bisogna viverle. Posso solo dire che, se ti prenderai di coraggio, di sicuro non te ne pentirai
